
Ricordate la scena di quel ministro di Saddam Hussein che, mentre davanti alle telecamere annunciava che gli americani erano ben lontani da Baghdad , dietro alle sue spalle si vedevano scorrazzare i carri armati degli invasori. Quella scena rivive ogni qualvolta il ministro degli esteri Frattini, e da un po’ di tempo la cosa accade spesso, ci ricorda che Gheddafi ha le ore contate. Il plenipotenziario degli affari esteri non si rende conto che è la sua compagine di appartenenza che dopo la sconfitta delle amministrative sembra sempre più vicina ad una benefica implosione. Prima hanno voluto trasformare le elezioni amministrative in un referendum sulla compagine governativa. Uscendone con sonori schiaffoni sulla faccia. Per la verità in maniera molto meno traumatica di quello che è successo a Felipe Gonzales in Spagna. Ma comunque, sempre schiaffoni sono stati. Tali da mettere in completa confusione i verdi-azzurri. Sembra di essere al tavolo da gioco con dei bari, che continuamente bluffano con rialzi improbabili. E dunque via l’ecopass, via i parcheggi a pagamento, arriveranno dei ministeri, anzi no, forse qualche dipartimento. Chissà. Intanto il premier alza la voce e dipinge un lugubre domani per Milano. Se vincono gli altri, ci sarà l’islamizzazione della capitale meneghina con addirittura la costruzione di una moschea. E sai che evento catastrofico sarà mai. A parte che la Costituzione mi sembra intorno all’art. 3 ed all’articolo 19 riconosce il diritto di professare liberamente la propria fede; e la fede va professata in luoghi di culto che possono chiamarsi chiese, moschee, sinagoghe od altro ancora. Un’altra bestialità che emerge da simili discorsi è il fatto che gli immigrati dovrebbero rinunciare alla loro storia e cultura per divenire anch’essi degli italioti. Cazzate. Gli immigrati debbono rispettare le leggi del paese che li ospita ma non possono essere trasformati in zombie senza radici. E questo ce lo racconta la nostra storia di popolo di migranti. Ce lo testimoniano i 93 Istituti di cultura italiani all’estero che fra gli scopi hanno pure il sostegno ad iniziative per lo sviluppo culturale delle comunità italiane all’estero, per favorire sia lo loro integrazione nel paese ospitante che il rapporto culturale con la patria di origine. E’ la nostra storia che ci parla di abbandoni di terre, diseparazioni di famiglie, di sofferenze e di lavori umilianti e duri. E se vogliamo fare politica dobbiamo porci la questione del perchè di certi fenomeni e non criminalizzarne gli effetti. Occorre andare alle radici, alle motivazioni e mettere a nudo i veri mandanti di questosfascio, di questo modello di vita. Esiste, certamente, nell’attualità quotidiana un problema di gestione dei flussi ed il rispetto di regole certe. Ma tutto questo niente ha a che fare con le incitazioni aberranti propagandate da questi mostriciattoli moderati. La priorità della battaglia risiede nel fatto che atteggiamenti come quelli di cui in oggetto, sono il risultato di un modello, quello occidentale, che punta sull'egoismo e sul personalismo. Un modello che può passare tranquillamente dai bombardamenti intelligenti al plutonio impoverito alle bolle speculative non disdegnando l’abbassamento dei rating di valutazione economica sugli Stati. Ed a cui sono asserviti sia Berlusconi che Bersani. La risposta va oltre le categorie svuotate di destra e sinistra. Cominciando ad individuare il vero nemico, liberandoci la mente ed il cuore da vecchi fardelli che oramai pesano come inutili zavorre. Ad Atene e Madrid i primi segnali. Che l’incendio divampi.
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